Un Modello Operativo per l’Integrazione dei Partner nell’Industria Finanziaria

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L’industria finanziaria è sempre più aperta. Gli operatori tradizionali stanno innovando la loro offerta integrandosi con attori innovativi in una prospettiva di embedded finance. Tuttavia, le pratiche di integrazione comportano ancora pesanti oneri che ostacolano la capacità di sfruttare appieno le opportunità di questo nuovo modello di business.

In questo articolo esploreremo le principali sfide da superare in questo scenario e presenteremo un modello operativo dettagliato per ottimizzare le integrazioni dei partner.

Le Sfide dell’Open Finance

L’era dell’Open Finance sta presentando un nuovo capitolo per il settore finanziario, promettendo una maggiore innovazione, una migliore esperienza per i clienti e una maggiore efficienza operativa. Tuttavia, a queste opportunità si accompagnano sfide significative che le istituzioni finanziarie devono affrontare per rimanere competitive.

Massimizzare le Performance

Una delle sfide principali è quella di ridurre al minimo i tempi di elaborazione, soprattutto quando si interagisce con i sistemi principali. L’interazione con vari sistemi basati su tecnologie diverse e l’esecuzione di integrazioni di dati da fonti disparate possono causare ritardi che con un impatto significativo sull’esperienza dell’utente e sull’efficienza operativa.

Ridurre il Time-to-market

Un’altra sfida critica è semplificare l’integrazione con i diversi distributori per sfruttare appieno le strategie di partnership. Attualmente, l’integrazione di un nuovo partner può richiedere dai sei ai nove mesi. Questo lungo processo comporta la personalizzazione delle offerte e dei prodotti finanziari, spesso lavorando direttamente all’interno di sistemi legacy monolitici, configurando nuove API e gestendo l’accesso, a volte anche comunicando via e-mail. Questi metodi obsoleti possono ostacolare la velocità e l’efficienza dell’onboarding e della collaborazione con i partner.

Ottimizzare i Processi IT

I dipartimenti IT sono spesso organizzati in silos, con sistemi che comunicano attraverso lunghi processi batch. Questo porta alla duplicazione dei dati nei sistemi legacy, a una scarsa disponibilità dei servizi e a problemi di accessibilità delle API. Queste inefficienze creano difficoltà nell’evoluzione e nella personalizzazione delle offerte, nella distribuzione attraverso nuovi canali B2B e B2C e, in ultima analisi, nello spreco di risorse.

L’Evoluzione verso le Architetture Composable

Per affrontare queste sfide, il settore si sta muovendo verso architetture composable. Questa evoluzione può essere fatta risalire ai primi anni 2000, quando le aziende si concentravano su singoli progetti, spesso sviluppando applicazioni monolitiche per specifiche funzionalità aziendali. Intorno al 2010 è iniziato il passaggio ai microservizi, con singoli servizi che eseguivano singole funzioni tecniche. Oggi, il concetto di componibilità combina questi approcci: si parte da sottoinsiemi di microservizi per comporre applicazioni che eseguono funzionalità specifiche. Queste applicazioni possono essere facilmente personalizzate e replicate modificando i singoli microservizi o il flusso di interazione tra di essi.

Per sfruttare appieno i vantaggi delle architetture componibili, le aziende devono investire in solidi strumenti di orchestrazione e integrazione. Questi strumenti possono aiutare a gestire le interazioni tra i diversi microservizi, assicurando che lavorino insieme senza problemi per fornire i risultati aziendali desiderati. Inoltre, l’adozione di un approccio standardizzato allo sviluppo e al deployment dei servizi può migliorare ulteriormente l’efficienza e l’efficacia delle architetture composable.

Un Esempio di Modello Operativo per l’Integrazione dei Partner

Disaccoppiamento dei Sistemi

Uno step fondamentale in questo modello è il disaccoppiamento dei sistemi, che comporta l’aggregazione dei dati dai sistemi core e dai sistemi terzi per garantire l’accessibilità continua da parte dei canali di riferimento. Creando uno strato comune di dati, è possibile disaccoppiare il record principale dai requisiti di canale, integrando vari sistemi per garantire l’accesso ai dati in tempo reale.

Il disaccoppiamento dei sistemi non solo migliora l’accessibilità dei dati, ma ne aumenta anche la coerenza e l’integrità. Centralizzando la gestione dei dati, è possibile garantire che tutti i sistemi abbiano accesso alle stesse informazioni, riducendo il rischio di discrepanze ed errori.

Inoltre, perseguire una strategia di questo tipo consente di migliorare la governance e la sicurezza dei dati. Controllando l’accesso ai dati attraverso un livello centralizzato, è possibile applicare politiche coerenti sui dati e garantire la protezione delle informazioni sensibili. Questo approccio facilita anche la conformità ai requisiti normativi, in quanto le aziende possono tracciare e verificare più facilmente l’utilizzo dei dati nei diversi sistemi.

Composizione di Applicazioni

Il livello successivo è quello delle applicazioni componibili. Ogni componente esegue una funzione specifica all’interno di un particolare dominio e interagisce con il livello dei dati in modo coerente. Questo approccio modulare consente una maggiore flessibilità e riutilizzabilità dei componenti IT, come la gestione dei sinistri, la quotazione e l’emissione di polizze.

La composizione delle applicazioni consente di creare e distribuire nuove funzionalità in modo più rapido ed efficiente. Sfruttando componenti precostituiti, le aziende possono ridurre i tempi e i costi di sviluppo, accelerando il time-to-market di nuovi prodotti e servizi. Questo approccio migliora anche la scalabilità e la manutenibilità delle applicazioni, in quanto i singoli componenti possono essere aggiornati o sostituiti senza influenzare l’intero sistema.

Inoltre, le applicazioni componibili favoriscono una migliore collaborazione tra i team IT e aziendali. Fornendo una struttura chiara e modulare, queste applicazioni consentono ai team aziendali di comprendere e contribuire al processo di sviluppo, garantendo l’allineamento delle soluzioni IT alle esigenze e agli obiettivi aziendali.

Orchestrazione dei Servizi

Segue l’orchestrazione dei servizi, in cui le informazioni e le funzioni provenienti da domini diversi vengono aggregate e preparate per l’accesso attraverso i touchpoint dei partner. Questa orchestrazione garantisce che le esigenze aziendali dei partner diretti o di canale siano soddisfatte in modo efficiente richiamando le funzionalità aziendali pertinenti.

L’orchestrazione dei servizi svolge un ruolo cruciale nel garantire la perfetta integrazione di diversi servizi e sistemi. Coordinando le interazioni tra i vari componenti, gli strumenti di orchestrazione possono ottimizzare il flusso di informazioni e processi, garantendo ai partner l’accesso alle funzionalità necessarie in modo tempestivo ed efficiente.

Inoltre, l’orchestrazione dei servizi migliora la scalabilità e la flessibilità dei sistemi IT. Gestendo le interazioni tra i diversi servizi, gli strumenti di orchestrazione possono adattarsi dinamicamente ai cambiamenti dei carichi di lavoro e dei requisiti, garantendo che i sistemi possano scalare e adattarsi secondo le necessità.

Esposizione API

Infine, l’esposizione via API consente l’integrazione self-service attraverso un portale partner personalizzabile. Questa fase definisce la forma dell’interfaccia verso il canale specifico che offre tali servizi, facilitando l’integrazione e l’interazione senza soluzione di continuità.

L’esposizione delle API fornisce ai partner un modo standardizzato e coerente per accedere e interagire con i servizi aziendali. Esponendo le API attraverso un portale personalizzabile, le aziende possono semplificare il processo di integrazione, consentendo ai partner di scoprire e consumare facilmente i servizi di cui hanno bisogno.

Inoltre, l’esposizione delle API promuove una migliore sicurezza e governance. Controllando l’accesso alle API attraverso un portale centralizzato, le aziende possono applicare politiche di sicurezza coerenti e garantire che solo i partner autorizzati abbiano accesso alle informazioni sensibili. Questo approccio facilita anche il monitoraggio e l’auditing delle API, aiutando le aziende a mantenere la conformità ai requisiti normativi.

Use Case: Integrare un Partner per Embedded Insurance

Immaginiamo uno scenario in cui una compagnia assicurativa lancia un nuovo canale diretto di home insurance. Le applicazioni dedicate del nuovo portale chiamerebbero i servizi per i clienti, i pagamenti e i preventivi attraverso l’orchestratore, interagendo con il livello dati per fornire dati in tempo reale. 

Consideriamo ora l’integrazione di un nuovo partner, ad esempio una banca. Un nuovo orchestratore verrebbe configurato per chiamare i servizi per i clienti, la quotazione e l’emissione, esponendo le API alla banca, che ha già il suo portale delle quotazioni. In questo caso, i filtri del BFF (Backend for Frontend) chiamerebbero solo un sottoinsieme di prodotti. 

Infine, per un nuovo distributore retail, si potrebbero applicare filtri diversi, ma con lo stesso orchestratore e gli stessi pacchetti applicativi. Se il partner non dispone di un portale, la piattaforma può configurare un frontend dedicato, con un approccio micro-frontend per evitare inutili duplicazioni.

Questo caso d’uso illustra la flessibilità e la scalabilità di un’architettura compostabile. Sfruttando componenti modulari e framework di integrazione standardizzati, le aziende possono integrare nuovi partner in modo rapido ed efficiente, adattandosi ai loro requisiti specifici e garantendo una connettività senza soluzione di continuità. Questo approccio migliora anche la riutilizzabilità degli asset IT, riducendo i tempi e i costi di sviluppo e consentendo un time-to-market più rapido per i nuovi prodotti e servizi.

Benefici di un Approccio Composable

In sintesi, l’adozione di un approccio composable produce vantaggi significativi. Le aziende del settore finanziario hanno riscontrato un miglioramento delle prestazioni su tutti i canali, con tempi di risposta ridotti sia per le operazioni non dispositive che per quelle dispositive, come processi di quotazione più rapidi e il recupero di informazioni aggregate sui clienti. Anche l’integrazione con la rete di distributori è migliorata, consentendo un onboarding efficiente e la personalizzazione dell’offerta. Infine, i processi di fornitura dell’IT sono diventati più efficienti, grazie agli starter kit riutilizzabili e allo sviluppo senza codice per le nuove applicazioni.

Abbracciando le architetture composable e ottimizzando i processi di integrazione e IT, le aziende possono affrontare le complessità dell’era dell’Open Finance, promuovendo l’innovazione e migliorando l’efficienza operativa.


Questo articolo è scritto da Mia-FinTech Team, Professionisti FinTech con passione per la tecnologia.

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